\documentclass[a4paper]{article}
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\author{Gruppo di Lavoro sui Formati dati Liberi}
\title{Formati dati Liberi:\\Definizione}
\begin{document}

\maketitle
\tableofcontents

\section{Premessa}

Così come occorre decodificare un testo redatto in una lingua antica per
comprenderlo, così un documento in un formato digitale deve essere decodificato
per poter essere fruito (qualunque sia il tipo di documento e la sua modalità
di fruizione).

Douglas R.  Hofstadter\footnote{Godel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda
brillante" (Douglas R.  Hofstadter, ed.: gli Adelphi} definisce tre livelli di
un "messaggio", così definiti:

\begin{enumerate}
\item "messaggio quadro", è il messaggio stesso, ed è implicitamente trasmesso
dall'aspetto globale esteriore del ``portatore di informazione''. Comprenderlo
significa riconoscere la necessità di un meccanismo di decodificazione;

\item "messaggio esterno", è l'informazione portata implicitamente dalla
configurazione dei simboli e delle strutture del messaggio, che ci dice come
decodificare il messaggio interno. Capirlo significa saper come costruire un
adeguato meccanismo di decodificazione del messaggio interno;

\item "messaggio interno", è quello più familiare, è il messaggio che l'emittente
ha voluto trasmetterci.
\end{enumerate}

Ora, il ``meccanismo'' attraverso il quale è possibile estrarre il messaggio
interno, il ``rivelatore di informazione'', può essere un computer su cui è
installato un determinato programma come un qualunque altro dispositivo, ma ciò
che interessa è che l'informazione implicita contenuta nel messaggio esterno
sia resa esplicita (specifiche del formato espresse in linguaggio naturale e/o
tramite grammatiche generative o formalismi equipollenti) e che non vi siano
vincoli di sorta all'utilizzo di tali informazioni (libertà di espressione,
parola e stampa).  Il messaggio interno, una volta garantita la disponibilità
delle informazioni necessarie alla costruzione di un rivelatore di
informazione, potrà essere liberamente fruito e compreso (di questa
comprensione per sua natura soggettiva ed individuale non ha senso fare
approfondimenti in questo contesto).

Per l'utente infatti ciò che è importante è che dal dato digitale, espresso in
un determinato formato, sia possibile estrarre l'informazione in esso presente,
rivelarla, appunto.

Per esempio, quasi ogni volta che si utilizza un computer o, meglio, un
applicativo (software) su di un computer, vengono prodotti dei
\emph{dati}. Tali dati vengono generalmente memorizzati (``salvati'') su hard
disk, floppy od altro dispositivo oppure direttamente inviati ad altri
computer.  Seguendo il paradigma sopra descritto, il file ``salvato'' è il
\emph{messaggio quadro}.  Quando tale file viene ``aperto'' dal programma e
visualizzato sullo schermo viene esplicitato il \emph{messaggio esterno}.  Il
\emph{messaggio interno} è rivelato se e quando il messaggio esterno viene
compreso dall'utente e diventa ``informazione''.

Il \emph{messaggio esterno}, il dato, essendo di prioprietà dell'utente che
l'ha creato, deve essere per questo essere disponibile nel tempo.

In alcuni casi, affinché i dati siano realmente utili, è necessario che utenti
differenti possano condividerli e riutilizzarli, indipendentemente dal
produttore del programma che questi scelgano di usare.  Affinché ciò sia
possibile è necessario che il \emph{messaggio quadro} (ovvero le specifiche del
formato con cui i dati vengono trasportati) utilizzato sia chiaro, facilmente
accessibile e riutilizzabile all'interno di prodotti differenti.

Benché il concetto di libertà di un formato sia strettamente legato al concetto
di libertà del software, la definizione di \emph{formato dati libero} data in
questo documento prescinde dalla natura del software ed è ugualmente valida per
il software libero quanto per quello non libero.  Anzi, qualora il software sia
non libero l'importanza di poter utilizzare un formato dati libero è, per
ovvi motivi, ancora maggiore.

Infine, eventuali accorgimenti tecnici adottati per determinare le tipologie
d'uso consentite e/o secretare parte o tutta l'informazione, ovvero atti a
renderla disponibile unicamente ai destinatari nelle forme deliberatamente
stabilite dall'emittente dell'informazione, sono coerenti con quanto accade
nella trasmissione di messaggi anche non digitali, e specifiche di formato che
consentano tali operazioni non sono da considerare come ostacoli alla libera
circolazione dell'informazione.

\subsection{Cosa si intende per \emph{libertà dei formati} ?}

Le libertà che consideriamo essenziali perchè un formato si possa
considerare libero, sono le seguenti:

\begin{enumerate}
\item La libertà di poter utilizzare il Formato con qualunque
  programma.

\item La libertà, per chiunque e per qualunque uso, di scambiarsi dati
  utilizzando tale Formato.

\item La libertà di conoscere e studiare il Formato dati e di produrre
  documentazione che lo descriva.

\item La libertà di creare programmi in grado di utilizzare il Formato
  senza limitazioni.
\end{enumerate}

Esse si ispirano per ovvi motivi, essendo programmi e dati le due
facce della stessa medaglia, alle quattro libertà fondamentali
descritte da R.~M.~Stallman nel documento \emph{The Free Software
  Definition}.\footnote{Disponibile sia in lingua originale che nella
  sua traduzione italiana a
  \href{http://www.it.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html}
  {http://www.it.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html}.}


\section{Definizione di \emph{formato dati libero}}

Al fine di garantire tali libertà, un formato dati deve rispettare
alcune regole fondamentali. Definiamo quindi un formato dati
\emph{libero}, se esso rispetta le seguenti regole:

\begin{enumerate}

\item Il Formato deve essere completamente documentato e la
 documentazione accessibile a chiunque possieda un programma che
 utilizza tale Formato. Pertanto condizione necessaria affinché il
 Formato possa essere definito libero è che la documentazione che lo
 descrive sia distribuita insieme all'applicativo che ne fa uso senza
 costi aggiuntivi o che sia liberamente accessibile a chiunque senza
 restrizioni di sorta attraverso il più comune mezzo di comunicazione
 telematica attualmente in uso.

\item Deve essere possibile possibile accedere alla documentazione
  (secondo una delle due modalità elencate al punto~1) che descrive il
  Formato e scriverne di nuova, in ogni dettaglio e senza restrizioni
  (per esempio, accordi di non diffusione).

\item Deve essere possibile realizzare le procedure di codifica e
  decodifica del Formato senza alcuna restrizione.  Allo stesso modo
  non devono essere presenti restrizioni all'uso del Formato dati.

\item Deve essere possibile utilizzare il Formato come base per la
  realizzazioni di altri formati derivati senza alcuna limitazione.

\end{enumerate}

\subsection{Postilla: definizione di \emph{formato}}

Per formato dati si intende lo schema organizzativo delle informazioni
utilizzato per la memorizzazione su file o la trasmissione su rete telematica
di dati digitali (il \emph{messaggio quadro}.

\end{document}

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